“La mossa vincente? Non giocare!”
In questi giorni assistiamo a tante interpretazioni della realtà e dei fatti che accadono nel mondo. Si legge di tutto e il contrario di tutto. E non è affatto semplice mantenere una certa chiarezza mentale.
Mentre alcuni giorni mi viene una gran voglia di far silenzio, altre volte, come tanti, non posso trattenermi dal scrivere qualcosa che credo possa essere utile, perlomeno secondo me.
Questo articolo è la revisione di uno che scrissi quasi due anni fa (Automaton vs Presenza – Atto finale). L’ho intitolato quasi uguale e lo ripropongo perché oggi è ancora più attuale d’allora.
Un estratto dal libro “Sull’orlo di una crisi”, di Hutton e Giddens 2005.
“Osservando questo processo di globalizzazione finanziaria si potrebbe concludere che abbiamo creato un Automaton che – annidato in seno alle nostre economie – condiziona in modo decisivo le nostre vite.
L’incubo dell’umanità, secondo cui le macchine stanno per prendere il controllo del nostro mondo potrebbe essere sul punto di tramutarsi in realtà, non tanto perché i robot stanno annullando i posti di lavoro o perché i computer governativi controllano la nostra vita, ma semmai perché è sorto un sistema elettronico di transazioni finanziarie che travolge tutti gli strumenti di controllo e le norme istituite dagli stati, dalle organizzazioni internazionali e dalle aziende finanziarie private, per non parlare degli interessi dei singoli investitori, dei consumatori e dei cittadini. Dal momento che i mercati finanziari sono aperti a redditi di qualsiasi origine, questa rete di transazioni elettroniche, il luogo in cui si verifica la maggior crescita dei capitali, in cui i capitali fluiscono a livello globale e locale, si è affermata come soggetto capitalista collettivo. La sua logica non è controllata da nessun capitalista e da nessuna azienda, né di certo da qualche istituzione pubblica. Anche se i capitalisti e gli di amministratori di capitali esistono ancora, essi sono tutti influenzati dall’Automaton. E l’Automaton non è il mercato: infatti non segue le regole del mercato, o almeno non quel genere di regole basate sulla domanda e l’offerta, di cui abbiamo appreso dai nostri manuali di economia.
I movimenti nei mercati finanziari sono indotti da un complesso di regole di mercato, strategie politiche e aziendali, psicologia di massa, aspettative razionali, comportamenti irrazionali, manovre speculative e turbolenze dell’informazione di ogni genere”….. ……..“la distruzione irreversibile dell’ambiente e l’annientamento del nostro stesso senso di umanità sono tutti potenziali conseguenze (molte già in atto) di questo modello dinamico”.
Riassunto: credendo che generare profitto equivale a generare benessere, ci siamo spinti fino ad affidare a degli algoritmi elettronici le “mosse vincenti” per continuare a generare profitto e benessere. E poi abbiamo perso il controllo dell’Automaton generato dai dialoghi tra algoritmi e computer di Borse e governi. Meraviglia!
Par capire il senso di ciò è sufficiente guardare questo video (1.40 min dal film War Games) dove riescono a fermare un’Automaton divenuto indipendente e che, secondo una “logica”, stava attivando missili distruttivi.
Come nel film, oggi è diventato necessario fermare l’Automaton che governa le dinamiche economiche mondiali.
Voi direte: “Vabbè, ma io cosa posso fare?”
Il mantra assoluto di questo sistema capitalistico finanziario mondiale è divenuto sostanzialmente questo:“Per ottenere crescita e ricchezza servono più clienti, più merci, più consumatori, più iscritti, più malati, più votanti, più conflitti tra persone o nazioni”.
Questo è il mantra dell’Automaton.
Negli ultimi decenni questo mantra ha pervaso TUTTO: i parlamenti, i consigli d’azienda, le università, le multinazionali, le borse, le case editrici, le case farmaceutiche, le organizzazioni religiose, le piccole aziende, i sindacati, le associazioni, la cultura, i notiziari, le scuole, le famiglie……… le nostre menti.
Spesso, quando guardiamo gli altri, non vediamo più esseri umani, ma “cose”, perché l’Automaton ci ha colonizzati da dentro. Abbiamo introiettato delle convinzioni (come algoritmi) che condizionano le nostre scelte per ottenere potere o soldi. Molti di noi hanno in testa un Automaton del quale hanno perso il controllo. Molti non vedono più alberi e foreste, ma legna da vendere o potenziali mobili. Non vedono la terra, ma campi da sfruttare in maniera intensiva. Non vedono più esseri umani, bensì potenziali clienti, consumatori, iscritti, votanti o sudditi. Confesso che è capitato d’accorgermi che talvolta non vedevo la persona che avevo davanti, ma solo un potenziale cliente, in totale meccanicità inconsapevole.
Sì, è tutto evolutivo e perfetto. Ma per forza verrà un nuovo mondo. Volevate continuare con questo?
“La Bellezza salverà il mondo”, affermano molti citando Dostoevskij.
Sì, ma la Bellezza bisogna Volerla vedere!
Restiamo presenti al nostro sguardo e scegliamo come guardare gli altri. Questo è un ottimo esercizio di presenza e risveglio.
L’Automaton interiore ci spinge spesso a vedere, nell’altro, un cliente, un venditore, uno da convincere di qualcosa senza ascoltarlo. Ascoltiamoci e scegliamo di vedere l’essere umano.
E’ in ogni istante in cui guardiamo il prossimo che scegliamo se contribuire al cambiamento o ad alimentare l’Automaton, in ogni istante della nostra vita mentre facciamo ciò che ci è toccato in dote di fare oggi.
La mossa vincente? Non giocare… a guardare gli altri come “cose” da sfruttare.
E’ nell’istante in cui guardiamo che possiamo scegliere. Per fermare l’Automaton fuori – che produce guerre e conflitti fuori – ciascuno è chiamato ad Esserci e fermare l’Automaton interiore che ugualmente produce conflitti interpersonali ogni giorno.
L’Automaton sta crocifiggendo l’Italia, e l’Europa – e poi seguiranno le altre nazioni – e tutti siamo chiamati spesso a scegliere tra “30 denari” di profitto personale e il bene comune, senza ancora conoscere le Ricchezze di un nuovo modo di vivere collaborando.
Niente di facile. Anzi, è un lavoro durissimo, come mai prima.
A dire certe cose rischio di risultare antipatico a molti, ma ci sono tempi in cui, se non le dici, poi devi reggere le conseguenze del non averle dette.
“Beati i miti perché erediteranno la Terra” (Mt 5,5)
Buona vita.
Sandro Gozzoli
Il libro Verso nuove Ricchezze – Risveglio e nuova economia
Acquistabile qui su ilgiardinodeilibri.it o qui su macrolibrarsi.it
PROSSIMI APPUNTAMENTI
Tutte le informazioni nel
Calendario Attività
Questa è la mia
pagina Facebook


