Ma come fai a restare indifferente con tutto quello che sta accadendo?
Indifferente a cosa?
Ma come a cosa? Alla manifestazione che sta accadendo in piazza?
Quale manifestazione? quale piazza?
Ma come quale manifestazione e quale piazza? è su tutti i giornali e su tutte le TV!
Ma sui giornali e sulle TV di quale paese del mondo?
Che giochetti psicologici stai facendo? Su tutte le TV e i giornali d’Italia, ovvio.
Ah ok adesso ho capito. È che io leggo le notizie anche da tante altre parti del mondo. Oppure guardo attentamente cosa accade nella piazza sotto casa mia. Alcuni giorni mi capita di empatizzare con le donne e i bambini della Siria, altre volte con quelli del Dombass. Oggi coi palestinesi tutti!
Ricordo che qualche anno fa ho empatizzato coi cittadini di Belgrado quando la NATO li ha bombardati.
Alcuni giorni empatizzo quando vedo le immagini dei bambini schiavizzati a costruirci le scarpe e gli smartphone in condizioni spettrali in certi luoghi del mondo.
Alcuni giorni empatizzo col povero della piazza sotto casa mia; certi giorni sento la sua sofferenza e gli dono del denaro, altri giorni mi sembra in una fase di vagabondismo e non gli do nulla, ma resto col dubbio che forse ho visto male.
Ogni giorno empatizzo con qualcosa e – seguendo il tuo discorso – ogni giorno sono indifferente a qualcos’altro.
Siccome mi capita di sentirmi a volte coinvolto e interessato, tanto che a volte piango, ho realizzato che funzioniamo così: ogni santo giorno mettiamo l’attenzione su qualcosa o qualcos’altro, e siamo capaci sia di restare indifferenti e sia di empatizzare.
Mi sono accorto che quando punto il dito verso chi non è interessato a ciò che invece interessa fortemente a me, rischio di proiettare su di lui o lei il mio essere talvolta indifferente.
E che se in quei momenti mi faccio prendere dalla reazione emotiva che può essere di disprezzo, rischio di fomentare ancora e comunque la guerra fra me e l’altro.
Quando mi dicono che è importante schierarsi, io rispondo che lo sono, schierato dico: faccio parte di quelli che hanno preso la posizione di non schierarsi ogni giorno dove è richiesto dal potere che manipola le menti delle persone del mio territorio, e di non alimentare la guerra tra una fazione e l’altra.
Questo non toglie che alcuni giorni esprimo pubblicamente il mio interesse per qualcosa nel tentativo di sollecitare altri ad interessarsi della stessa cosa.
Nessuno esce mai dal sistema della civiltà nel suo insieme.
Mi sono accorto che questa mia posizione mi porta spesso a sentirmi solo, non sempre, bensì tutte quelle volte che non incontro un’altra persona che comprende questa posizione.
Tutto qua.
C’è chi si occupa di certe cose, e chi si occupa di altre cose.
Io mi occupo di aiutare me stesso e qualcun altro che me lo chiede a diventare esseri umani che accusano meno il prossimo perché si accorgono e vedono ‘la trave nel proprio occhio’.
Dei giorni, una parte di me vorrebbe prendere questa riflessione e sentirsi migliore di altri, altri giorni invece sono casualmente più lucido e ho proprio la sensazione che ciascun microrganismo si occupa di ciò di cui si deve occupare, che nessuno ha più valore di altri.
Tutto qua.
Buona vita!
Sandro
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Come ogni anno, per tutto il periodo autunno-primavera organizziamo il Laboratorio ‘Resta al Centro’.
Il Mercoledi sera, dalle 20.45 alle 23, ogni 14 giorni, a Bellaria (Rimini).
Ogni tanto ricordo che é un gruppo che cambia, un gruppo a cui ci si può sempre aggregare o partecipare solo talvolta.
Ogni appuntamento è un’esperienza a sé.
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