La pulsazione di Risveglio

visoLa prima volta accadde nell’aprile del 2012. E chi se lo scorda più.
Avvenne il primo ‘battito’, prima di un lungo ‘intervallo’, prima dei ‘battiti’ successivi che sono accaduti distanziati tra loro da intervalli di tempo variabili. E così continuano.
Due anni dopo, iniziai a chiamare quest’esperienza “la pulsazione di Risveglio”.

Ero seduto al tavolo della sala consiliare del palazzo Comunale, nel bel mezzo di una riunione tra tecnici e funzionari: un incontro in cui trattavamo dello stato di avanzamento delle azioni in capo a ciascun servizio, riguardo ai programmi dell’Ente per la tutela del territorio, il risparmio energetico ed il miglioramento ambientale.
A turno, ciascuno relazionava sul proprio operato.

In quel momento, una collega e amica ci stava raccontando cosa aveva fatto lei rispetto i programmi e le scadenze: “Allora. Io ho già fatto questo…. e poi ho già fatto questo… e poi anche quest’altro… Ho anche già fatto quest’altra cosa… io… io… io… ”.
Le sue parole furono diverse da queste che ho riportato, ma così come le ho scritte dovrebbero rendere abbastanza l’idea di come la percepivo io, in quel preciso momento, mentre la osservavo e l’ascoltavo con attenzione focalizzata.
La vedevo arrogante, supponente, con un tono di voce esagerato, e in piena auto-celebrazione.
E infatti s’erano meccanicamente attivati in me alcuni fastidi interiori: la pancia s’era contratta, una certa rigidità s’era diffusa nel corpo, una lieve emozione di rabbia aveva iniziato a circolarmi dentro (e andava aumentando!) ed era ogni attimo più complicato governare i muscoli del viso in modo da mantenere una macro-espressione decente da cui non trasparisse la rabbia e il disturbo che avvertivo.

D’un tratto, senza alcuna mia volontà, insomma d’improvviso, sono stato colto da “quell’esperienza” fino ad allora a me sconosciuta.
Posso solo descrivere le sensazioni di quel momento.
La rabbia nella pancia è salita su verso il centro del petto, diventando istantaneamente calore fisico e un’emozione di gioiosa compassione.
Tutto il mio corpo si è immediatamente rilassato.
Tutto il mio campo visivo risultava a fuoco (diversamente dal solito in cui riusciamo a mettere a fuoco solo il punto in cui poniamo l’attenzione).
I colori e i suoni che percepivo erano più intensi e più caldi.
Mi sentivo un tutt’uno con gli altri e la stanza.
Lei, improvvisamente, la percepivo bellissima: impegnata e volenterosa, erano spariti i suoi difetti ed io ero ‘costretto’ a vedere delle sue qualità.
Piangevo di commozione piacevole e… avevo la bocca scesa e aperta come un ebete.

Che avevo la bocca aperta, come un ebete (in una riunione organizzativa!) me ne sono accorto dopo due secondi, cioè quando “quell’esperienza” se n’è andata, e m’ha lasciato come prima. 
Senza la mia volontà è arrivata, senza la mia volontà se n’è andata.

Ero un po’ confuso.
Anche perché, la collega… non la vedevo più bella come prima!

(Qui è utile una nota: chi condivide certe esperienze personali si espone anche verso coloro che potranno solo dirgli un… “ma avevi bevuto?”, o un…  “ti eri fatto un acido o un bel funghetto?”, oppure … “ti sei bevuto il cervello del tutto?” – Ecco, queste condivisioni si rivolgono agli altri. Fine della nota).

 

Della possibilità di trasmutazioni istantanee, di rabbia in gioia, avevo solo letto nei libri o sentito parlare da bravi insegnanti di alchimia interiore e Vangeli.
Dal giorno dopo a quell’esperienza, iniziò ad accompagnarmi anche una sorta di nostalgia per l’appunto per quell’esperienza: una sensazione che poi nel tempo è migliorata e infine svanita grazie all’accadere degli episodi successivi.
Ad oggi, certe esperienze accadono di frequente, spesso sono emotivamente molto meno intense di questa che ho descritto, ma con alcune delle percezioni che invece si ripetono sistematicamente:
tutto il campo visivo appare a fuoco con colori più caldi del normale;
delle persone appaiono improvvisamente qualità al di là di giusto/sbagliato/bello/brutto;
il corpo si rilassa;
capita di piangere gioiosamente.
(Può essere che in quei momenti lì attorno a me ci sia qualcuno che pensa: “Questo è fuso”. Non lo so, ma nel caso, il problema è suo).

Non ho alcun controllo volontario su questo accadere. Esperienze che avvengono quando ‘vogliono’, ad intervalli variabili, come una pulsazione: un ‘battito’, una pausa, un altro ‘battito’, un’altra pausa. Per questo ho nominato quest’esperienza la Pulsazione di Risveglio.
Di volontario, prima e ancora oggi, c’ho messo molto impegno interiore per un’auto-educazione alla presenza nel qui e ora, e alla pratica del non-giudizio.

Pratica della Presenza e del non-giudizio.
Che suggeriscono gli psicologi, per ottenere una buona integrità interiore e la miglior espressione di sé (il fine della buona psicologia).
Che suggeriscono tanti saggi, per sperimentare il Regno dei Cieli in Terra e uno stato d’Unione col Tutto (il fine della buona spiritualità).

Ma molti non lo capiranno mai quanto sia importante che si “moltiplichino” coloro che lavorano su di sé per davvero, proprio in questo momento storico di crisi.
E va bene così.

PS: il regista del film “Peaceful Warrior” (La forza del campione) in questa breve scena ha reso cinematograficamente molto bene l’idea di un certo tipo d’esperienza.
https://www.youtube.com/watch?v=X0TbCB2GLjE

 

Buona vita.
Sandro Gozzoli

 


Il libro Verso nuove Ricchezze – Risveglio e nuova economia
Acquistabile qui su ilgiardinodeilibri.it  o  qui su macrolibrarsi.it

copertina_verso_nuove_ricchezze_1

 

 

 

 

 

 

 

 


 

PROSSIMI EVENTI

 

Informazioni sulle attività
qui nel Calendario Attività

*

*

Questo articolo è stato pubblicato in Blog. Aggiungi il collegamento ai preferiti.